Consultazioni in corso
Napolitano nomina Monti premier, il Cav. dice che non si arrenderà
Il capo dello stato, Giorgio Napolitano, ha conferito ufficialmente l’incarico di formare un nuovo governo al senatore Mario Monti. Il professor Monti ha accettato l'incarico con riserva e procederà domani a proprie consultazioni delle forze politiche, prima di consegnare la lista dei ministri. Il giuramento nelle mani del capo dello stato dovrebbe avvenire nel più breve tempo possibile per dimostrare, alla riapertura dei mercati, che in Italia è entrato in campo in tempi rapidissimi un nuovo governo. Guarda il videomessaggio di Silvio Berlusconi
21 AGO 20

Poco prima il presidente del Consiglio uscente, Silvio Berlusconi, ha inviato un videomessaggio (in fondo alla pagina) in cui ha detto: "Il giorno della mia discesa in campo ha cambiato la storia dell'Italia e i miei governi sono stati i più longevi nella storia della Repubblica. Mi sono dimesso per senso di responsabilità e dello stato, per evitare all'Italia un nuovo attacco della speculazione finanziaria, senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento alla Camera e al Senato dove abbiamo al fiducia". Sul futuro Berlusconi ha detto: "Io non mi arrendo", per poi chiudere con: "Viva l'Italia, viva la libertà".
Le consultazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la formazione del nuovo governo dopo le dimissioni di ieri di Silvio Berlusconi sono iniziate questa mattina alle 9. I primi a salire al Colle sono stati il presidente del Senato, Renato Schifani e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Nel corso della giornata il capo dello stato ha incontrato tutte le forze parlamentari. Gli ultimi gruppi incontrati sono stati il Pd e il Pdl.
Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha chiuso il giro di consultazioni durato quasi nove ore. Appena uscito dal suo colloquio con Napolitano ha detto ai giornalisti: "Abbiamo dato la nostra disponibilità al conferimento dell'incarico a Monti con il quale ci incontreremo quando avrà ricevuto incarico". E poi le condizioni: sul programma, Alfano ha chiarito che "gli impegni assunti con l'Europa, validati in sede europea a Bruxelles, riteniamo siano contenuto essenziale del progamma di governo". Quanto alla composizione, ha aggiunto Alfano, "non intendiamo accedere a ipotesi politiche e abbiamo fatto presente la nostra preferenza a ingresso di tecnici con sensibilità istituzionale ed equlibrio".
Il leader della Lega, Umberto Bossi, dopo il colloquio al Quirinale ha detto: "Sarà un'ammucchiata enorme, non hanno bisogno di noi. Staremo all'opposizione. Saremo vigili. Vedremo cosa c'è nel programma", mentre il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, si è mostrato disponibile a sostenere il governo Monti purché "sia a tempo. Giudicheremo la squadra e il programma".
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha incontrato la presidenza della Repubblica in rappresentanza di tutto il Terzo polo. Casini ha detto: "Abbiamo espresso l'auspicio che il governo duri fino alla fine della legislatura. Tatticismi e furbizie non sono ammesse". Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha detto: "Abbiamo dato al capo dello stato la disponibilità per un governo di emergenza e di transizione che sia totalmente nuovo, a forte e autorevole caratura tecnica, che metta l'Italia in condizioni di affrontare l'emergenza".
In una lettera inviata al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, che ha celebrato a Torino il secondo congresso del partito, l'ex premier Silvio Berlusconi ha scritto: "Rivendico con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia". E poi: "Siamo andati avanti nella consapevolezza che la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana", scrive Berlusconi. La "fronda" della componente finiana, ha aggiunto Berlusconi, è stato il "peccato originale" che ha minato "il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene".